Casa di Borbone delle Due Sicilie: la disputa dinastica tra i rami di Calabria e Castro

Casa di Borbone delle Due Sicilie: la disputa dinastica tra i rami di Calabria e Castro

La Casa di Borbone delle Due Sicilie è una delle dinastie storiche più antiche della penisola italiana, erede di quella tradizione che per oltre un secolo ha governato gli antichi Regni di Napoli e Sicilia fino all’Unità d’Italia nel 1861. La dinastia nasce ufficialmente con Carlo di Borbone nel 1734, quando assunse i regni meridionali separati dalla Corona spagnola, consolidandoli poi come Regno delle Due Sicilie nel 1816. Dopo la caduta della monarchia con l’annessione di quelle terre allo Stato italiano, la famiglia continuò però a considerarsi erede del trono, mantenendo titoli e tradizioni dinastiche. 

La disputa sulla leadership della Casa Borbone delle Due Sicilie è iniziata nel 1960, alla morte del principe Ferdinando Pio, duca di Calabria e allora capo indiscusso della Casa. Ferdinando Pio non aveva figli maschi e questo aprì una crisi di successione che avrebbe diviso la famiglia in due linee concorrenti. 

Secondo le regole tradizionali di successione maschile diretta (agnatic primogeniture), la linea più anziana avrebbe dovuto proseguire con il figlio maschio del fratello più vicino. Questo portò molti a ritenere che il titolo di capo della Casa e gli oneri e le prerogative simboliche ad esso legati spettassero al ramo di Calabria. In questo contesto, dopo la morte di Ferdinando Pio, il figlio di suo fratello, il principe Pedro, duca di Calabria, divenne il principale pretendente alla guida della dinastia sulla base di questo principio genealogico. 

La linea concorrente, nota come ramo di Castro, sostiene invece un’altra interpretazione storica delle regole di successione. Questo ramo discende da Ranieri di Borbone delle Due Sicilie, duca di Castro, che contestò l’interpretazione tradizionale nel momento in cui la successione di Ferdinando Pio si aprì. La disputa si radica anche su un documento storico noto come “Atto di Cannes” del 1900, in cui il principe Carlo, antenato diretto degli attuali membri di Castro, avrebbe formalmente rinunciato ai diritti di successione per motivi dinastici al momento del suo matrimonio con l’infanta di Spagna. La validità e l’efficacia di questo atto sono al centro del dibattito tra le due linee della famiglia. 

Dal lato del ramo di Castro, il principe Carlo, duca di Castro, è riconosciuto da molti sostenitori come capo della Casa, con il titolo simbolico di duca di Castro e come grand maestro dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio e di altri ordini dinastici storici della famiglia. Questo ramo si presenta anche come custode delle tradizioni e delle attività caritative e culturali legate all’eredità borbonica. 

Nel frattempo, i sostenitori della linea di Calabria confermano che il principe Pedro continua ad avere diritto alla leadership dinastica, basandosi sulla rigidità delle regole di successione maschile e sull’interpretazione secondo cui l’Atto di Cannes non avrebbe mai dovuto incidere permanentemente sulla successione. Questa interpretazione è sostenuta anche da alcuni storici della nobiltà che sottolineano come il documento di rinuncia fosse condizionato a eventi che non si verificarono mai e quindi non vincolante per le generazioni successive. 

La disputa non ha effetti legali sullo Stato italiano, che è una repubblica da oltre un secolo, ma ha un forte valore simbolico per chi segue la storia dinastica europea e per le istituzioni cavalleresche e culturali associate alla Casa. La questione resta aperta, con le due linee che continuano a rivendicare il titolo di capo della Casa Borbone delle Due Sicilie e il ruolo di guida delle tradizioni storiche e sociali che ne derivano.

Se vuoi, posso prepararti anche:

  • una timeline cronologica degli eventi principali della disputa, anno per anno;

  • un confronto comparato tra questo caso e quello dei Savoia;

  • oppure un pezzo sulle attività odierne del ramo di Calabria e del ramo di Castro (filantropia, ordini cavallereschi, manifestazioni) con nomi e date recenti.


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