Una battaglia di 25 anni per un’eredità d’arte: il caso della principessa italiana e la collezione da £800 milioni
Una battaglia di 25 anni per un’eredità d’arte: il caso della principessa italiana e la collezione da £800 milioni
La storia di Dialta Alliata di Montereale è una delle vicende più sorprendenti e prolungate che intrecciano aristocrazia europea, arte e diritto ereditario moderno. Si tratta di una disputa giudiziaria iniziata oltre 25 anni fa, che ha per oggetto una collezione d’arte di valore stimato fino a £800 milioni, accumulata da un collezionista britannico e ora al centro di una controversia internazionale.
Arthur Mario Acton (1873–1953) fu un architetto, mercante d’arte e collezionista britannico di grande rilevanza all’inizio del Novecento. Sposato con Hortense Lenore Mitchell, ereditiera americana, Acton visse a Villa La Pietra, a Firenze, dove raccolse una delle più vaste collezioni di dipinti, sculture e oggetti d’arte europei, custodita per decenni nell’imponente residenza.
Quando Sir Harold Acton, figlio di Arthur e critico d’arte di fama, morì nel 1994 senza eredi diretti, la collezione fu donata alla New York University (NYU) e trasformata nel cuore del campus di Villa La Pietra. Per lungo tempo questa donazione fu considerata definitiva, ma nel corso degli anni 1990 una questione di discendenza biologica emerse e cambiò tutto.
Il nodo della disputa riguarda infatti la figlia naturale di Arthur Acton, Liana Beacci (1917–2000), frutto di una relazione extraconiugale con la sua segretaria Ersilia Beacci. La figlia Liana morì nel 2000, ma sua figlia, Dialta Alliata di Montereale, ha portato avanti la battaglia legale per ottenere una parte dell’eredità del nonno come sua discendente biologica legittimata.
La svolta giudiziaria più significativa arrivò con un test del DNA, che confermò la discendenza diretta di Liana Beacci da Arthur Acton e diede copro legale alla pretesa della sua erede. Nel sistema giuridico italiano, anche i figli nati al di fuori del matrimonio hanno pieno diritto di successione, e questa evidenza scientifica ha rafforzato la posizione della principessa Alliata nelle aule di tribunale.
Nel luglio 2019, un’importante testata britannica riferì che la principessa Dialta, pur affermando di “non avere bisogno di denaro”, stava avanzando una richiesta formale per ottenere una fetta della collezione da £800 milioni appartenuta al nonno, una delle più grandi eredità artistiche private del XX secolo.
La disputa è ancora in corso davanti alla Corte di Firenze e rappresenta uno dei casi più complessi di successione dinastica legata all’arte nel mondo contemporaneo. Va al di là della semplice eredità materiale: parla di identità familiare, diritti riconosciuti dal diritto moderno e del ruolo di collezioni private nei patrimoni culturali globali.
Per contestualizzare meglio
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Arthur Acton non solo fu un collezionista ma trasformò Villa La Pietra in uno dei luoghi d’arte più rilevanti d’Italia nel Novecento.
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Dialta Alliata di Montereale ha sempre dichiarato che la battaglia non è economica ma di principio e di rispetto delle memorie familiari.
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